TRA LE RIGHE - IL BANCHETTO DELLE OMBRE: DIALETTICA DI UN NAUFRAGIO ALIMENTARE
TRA LE RIGHE - IL BANCHETTO DELLE OMBRE: DIALETTICA DI UN NAUFRAGIO ALIMENTARE
14 gennaio 2026
A cura di
Antonio Nenna



Esiste un’estetica della tragedia che la nostra epoca consuma con distratta voracità. Ma dietro le quinte del decoro borghese e dei profili digitali levigati dall’Intelligenza Artificiale, si consuma un rito arcaico e spietato. È la bulimia di Elena: non un disturbo, ma un’ascesi rovesciata.
Elena vive un dramma interiore, un conflitto costante con la propria immagine e il cibo. La sua è una lotta silenziosa, spesso nascosta dietro una facciata di normalità, ma che consuma dall'interno. Il suo rapporto con l'alimentazione è diventato una complessa coreografia di controllo e perdita di controllo, un ciclo estenuante che definisce le sue giornate.
La Matematica del Dolore: Un’Epidemia Ontologica
Se la narrazione commuove, è la statistica a condannare. Nel 2026, l’Italia si scopre fragile, nuda di fronte a numeri che assumono i contorni di un’ecatombe demografica. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità e i report ministeriali delineano una geografia del malessere che non ammette sconti:
L’Aumento Verticale: Rispetto al decennio precedente, nel 2026 i casi di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) hanno registrato un incremento significativo. Non è più un fenomeno di nicchia, ma una patologia di massa che coinvolge milioni di cittadini.
La Strage degli Innocenti: L’abbassamento dell’età critica è un proiettile nel cuore del futuro. Se nel passato l'esordio era fissato in adolescenza, oggi assistiamo a diagnosi precoci anche in età pre-adolescenziale. L'infanzia viene amputata da un'ossessione che non le appartiene.
La Letalità Silente: Con un tasso di mortalità elevato a dieci anni dall'esordio, i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) rappresentano una delle prime cause di morte psichiatrica in Italia. Nel 2025, il numero di decessi ha superato una soglia allarmante, una cifra che supera le vittime per altre cause tragiche.
L'Abbandono Istituzionale: A fronte di una domanda di cura esplosa, il sistema pubblico fatica a coprire tutte le richieste. Una percentuale significativa si perde nei meandri di liste d'attesa infinite o nell'esborso insostenibile delle cliniche private.
La Società del Controllo e l’Algoritmo della Dismorfia: Non è possibile comprendere la sofferenza di Elena senza analizzare il terreno in cui è cresciuta. Nel 2026, viviamo immersi in una iper-realtà filtrata. Gli algoritmi dei social media spesso amplificano standard estetici irrealistici e veicolano messaggi dannosi. I disturbi alimentari diventano quindi il linguaggio di chi non ha voce: un tentativo disperato di trovare un senso di controllo su un’esistenza che è costantemente monitorata, giudicata, misurata in like e apparenze.
«È l’unico modo che ho per dire di no a un mondo che mi chiede di inghiottire tutto: aspettative, delusioni, fallimenti», ha scritto una ragazza in un contesto di cura.
Verso una Politica della Tenerezza: La cura non risiede in una singola soluzione, ma in un approccio olistico e compassionevole. Dobbiamo passare dalla "gestione del sintomo" alla "cura della persona". La guarigione di Elena, che oggi faticosamente muove i primi passi in un centro specializzato, è legata a una visione multidisciplinare: la Psicoterapia, il supporto nutrizionale, il monitoraggio medico e, soprattutto, la ricostruzione di un tessuto sociale che non misuri il valore umano in centimetri o chilogrammi.
Non c'è tempo per l'indifferenza. Ogni volta che distogliamo lo sguardo da chi soffre, diventiamo complici di questa eclissi dell'anima. Il 2026 deve essere l'anno della responsabilità. Perché, come diceva un vecchio adagio clinico, "i disturbi alimentari mangiano la vita, ma è la solitudine a digerirla".
Non lasciarti divorare dal silenzio.
Se la tua vita o quella di qualcuno che ami è diventata un campo di battaglia, esiste una via d'uscita.
Numero Verde Nazionale SOS Disturbi Alimentari: 800.180.969 (Gratuito, anonimo, attivo 24/7).
Consultazione Mappa Strutture ISS: Accedi al portale dell'Istituto Superiore di Sanità per localizzare il presidio terapeutico più vicino.
La guarigione non è un mito. È un diritto.

Esiste un’estetica della tragedia che la nostra epoca consuma con distratta voracità. Ma dietro le quinte del decoro borghese e dei profili digitali levigati dall’Intelligenza Artificiale, si consuma un rito arcaico e spietato. È la bulimia di Elena: non un disturbo, ma un’ascesi rovesciata.
Elena vive un dramma interiore, un conflitto costante con la propria immagine e il cibo. La sua è una lotta silenziosa, spesso nascosta dietro una facciata di normalità, ma che consuma dall'interno. Il suo rapporto con l'alimentazione è diventato una complessa coreografia di controllo e perdita di controllo, un ciclo estenuante che definisce le sue giornate.
La Matematica del Dolore: Un’Epidemia Ontologica
Se la narrazione commuove, è la statistica a condannare. Nel 2026, l’Italia si scopre fragile, nuda di fronte a numeri che assumono i contorni di un’ecatombe demografica. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità e i report ministeriali delineano una geografia del malessere che non ammette sconti:
L’Aumento Verticale: Rispetto al decennio precedente, nel 2026 i casi di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) hanno registrato un incremento significativo. Non è più un fenomeno di nicchia, ma una patologia di massa che coinvolge milioni di cittadini.
La Strage degli Innocenti: L’abbassamento dell’età critica è un proiettile nel cuore del futuro. Se nel passato l'esordio era fissato in adolescenza, oggi assistiamo a diagnosi precoci anche in età pre-adolescenziale. L'infanzia viene amputata da un'ossessione che non le appartiene.
La Letalità Silente: Con un tasso di mortalità elevato a dieci anni dall'esordio, i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) rappresentano una delle prime cause di morte psichiatrica in Italia. Nel 2025, il numero di decessi ha superato una soglia allarmante, una cifra che supera le vittime per altre cause tragiche.
L'Abbandono Istituzionale: A fronte di una domanda di cura esplosa, il sistema pubblico fatica a coprire tutte le richieste. Una percentuale significativa si perde nei meandri di liste d'attesa infinite o nell'esborso insostenibile delle cliniche private.
La Società del Controllo e l’Algoritmo della Dismorfia: Non è possibile comprendere la sofferenza di Elena senza analizzare il terreno in cui è cresciuta. Nel 2026, viviamo immersi in una iper-realtà filtrata. Gli algoritmi dei social media spesso amplificano standard estetici irrealistici e veicolano messaggi dannosi. I disturbi alimentari diventano quindi il linguaggio di chi non ha voce: un tentativo disperato di trovare un senso di controllo su un’esistenza che è costantemente monitorata, giudicata, misurata in like e apparenze.
«È l’unico modo che ho per dire di no a un mondo che mi chiede di inghiottire tutto: aspettative, delusioni, fallimenti», ha scritto una ragazza in un contesto di cura.
Verso una Politica della Tenerezza: La cura non risiede in una singola soluzione, ma in un approccio olistico e compassionevole. Dobbiamo passare dalla "gestione del sintomo" alla "cura della persona". La guarigione di Elena, che oggi faticosamente muove i primi passi in un centro specializzato, è legata a una visione multidisciplinare: la Psicoterapia, il supporto nutrizionale, il monitoraggio medico e, soprattutto, la ricostruzione di un tessuto sociale che non misuri il valore umano in centimetri o chilogrammi.
Non c'è tempo per l'indifferenza. Ogni volta che distogliamo lo sguardo da chi soffre, diventiamo complici di questa eclissi dell'anima. Il 2026 deve essere l'anno della responsabilità. Perché, come diceva un vecchio adagio clinico, "i disturbi alimentari mangiano la vita, ma è la solitudine a digerirla".
Non lasciarti divorare dal silenzio.
Se la tua vita o quella di qualcuno che ami è diventata un campo di battaglia, esiste una via d'uscita.
Numero Verde Nazionale SOS Disturbi Alimentari: 800.180.969 (Gratuito, anonimo, attivo 24/7).
Consultazione Mappa Strutture ISS: Accedi al portale dell'Istituto Superiore di Sanità per localizzare il presidio terapeutico più vicino.
La guarigione non è un mito. È un diritto.

Esiste un’estetica della tragedia che la nostra epoca consuma con distratta voracità. Ma dietro le quinte del decoro borghese e dei profili digitali levigati dall’Intelligenza Artificiale, si consuma un rito arcaico e spietato. È la bulimia di Elena: non un disturbo, ma un’ascesi rovesciata.
Elena vive un dramma interiore, un conflitto costante con la propria immagine e il cibo. La sua è una lotta silenziosa, spesso nascosta dietro una facciata di normalità, ma che consuma dall'interno. Il suo rapporto con l'alimentazione è diventato una complessa coreografia di controllo e perdita di controllo, un ciclo estenuante che definisce le sue giornate.
La Matematica del Dolore: Un’Epidemia Ontologica
Se la narrazione commuove, è la statistica a condannare. Nel 2026, l’Italia si scopre fragile, nuda di fronte a numeri che assumono i contorni di un’ecatombe demografica. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità e i report ministeriali delineano una geografia del malessere che non ammette sconti:
L’Aumento Verticale: Rispetto al decennio precedente, nel 2026 i casi di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) hanno registrato un incremento significativo. Non è più un fenomeno di nicchia, ma una patologia di massa che coinvolge milioni di cittadini.
La Strage degli Innocenti: L’abbassamento dell’età critica è un proiettile nel cuore del futuro. Se nel passato l'esordio era fissato in adolescenza, oggi assistiamo a diagnosi precoci anche in età pre-adolescenziale. L'infanzia viene amputata da un'ossessione che non le appartiene.
La Letalità Silente: Con un tasso di mortalità elevato a dieci anni dall'esordio, i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) rappresentano una delle prime cause di morte psichiatrica in Italia. Nel 2025, il numero di decessi ha superato una soglia allarmante, una cifra che supera le vittime per altre cause tragiche.
L'Abbandono Istituzionale: A fronte di una domanda di cura esplosa, il sistema pubblico fatica a coprire tutte le richieste. Una percentuale significativa si perde nei meandri di liste d'attesa infinite o nell'esborso insostenibile delle cliniche private.
La Società del Controllo e l’Algoritmo della Dismorfia: Non è possibile comprendere la sofferenza di Elena senza analizzare il terreno in cui è cresciuta. Nel 2026, viviamo immersi in una iper-realtà filtrata. Gli algoritmi dei social media spesso amplificano standard estetici irrealistici e veicolano messaggi dannosi. I disturbi alimentari diventano quindi il linguaggio di chi non ha voce: un tentativo disperato di trovare un senso di controllo su un’esistenza che è costantemente monitorata, giudicata, misurata in like e apparenze.
«È l’unico modo che ho per dire di no a un mondo che mi chiede di inghiottire tutto: aspettative, delusioni, fallimenti», ha scritto una ragazza in un contesto di cura.
Verso una Politica della Tenerezza: La cura non risiede in una singola soluzione, ma in un approccio olistico e compassionevole. Dobbiamo passare dalla "gestione del sintomo" alla "cura della persona". La guarigione di Elena, che oggi faticosamente muove i primi passi in un centro specializzato, è legata a una visione multidisciplinare: la Psicoterapia, il supporto nutrizionale, il monitoraggio medico e, soprattutto, la ricostruzione di un tessuto sociale che non misuri il valore umano in centimetri o chilogrammi.
Non c'è tempo per l'indifferenza. Ogni volta che distogliamo lo sguardo da chi soffre, diventiamo complici di questa eclissi dell'anima. Il 2026 deve essere l'anno della responsabilità. Perché, come diceva un vecchio adagio clinico, "i disturbi alimentari mangiano la vita, ma è la solitudine a digerirla".
Non lasciarti divorare dal silenzio.
Se la tua vita o quella di qualcuno che ami è diventata un campo di battaglia, esiste una via d'uscita.
Numero Verde Nazionale SOS Disturbi Alimentari: 800.180.969 (Gratuito, anonimo, attivo 24/7).
Consultazione Mappa Strutture ISS: Accedi al portale dell'Istituto Superiore di Sanità per localizzare il presidio terapeutico più vicino.
La guarigione non è un mito. È un diritto.

14 gennaio 2026
14 gennaio 2026
Antonio Nenna
A cura di