HEARSELF - QUANDO UN SUONO DICE QUELLO CHE LE PAROLE NON SANNO DIRE
HEARSELF - QUANDO UN SUONO DICE QUELLO CHE LE PAROLE NON SANNO DIRE
16 gennaio 2026
A cura di
Marco Cannone



Ci sono momenti in cui una canzone arriva prima di qualsiasi pensiero.
Non spiega, non argomenta, non chiede permesso.
Entra e basta.
Magari è un accordo appena accennato, una voce che vibra in modo imperfetto, una melodia che sembra conoscerci da sempre. E all’improvviso qualcosa si muove dentro: un ricordo, una tensione, una nostalgia senza nome. In quei momenti la musica fa ciò che spesso le parole non riescono a fare: dà forma all’esperienza interiore.
Nasce da qui HEARSELF, una nuova rubrica mensile di Vivo dedicata al legame profondo tra suono, emozioni e mente, curata dal musicista Marco Cannone.
Non una rubrica musicale nel senso tradizionale, non una raccolta di recensioni o analisi tecniche. Ma uno spazio di ascolto consapevole, dove la musica diventa punto di partenza per esplorare ciò che accade dentro di noi. Ogni articolo nasce da una domanda semplice e potente: perché certi suoni ci colpiscono così a fondo?
Un accordo minore può aprire una malinconia sottile. Un maggiore può dare una sensazione di respiro, di luce. Una voce può farci sentire visti, anche se non racconta la nostra storia. La psicologia ci insegna che le emozioni non sono eventi isolati, ma movimenti continui, spesso inconsci. La musica ha la capacità unica di intercettarli, amplificarli e portarli alla superficie senza passare dalla razionalità. È uno specchio emotivo: non crea qualcosa che non esiste, ma rende udibile ciò che è già presente.
In questa rubrica non troverete risposte definitive. Piuttosto riflessioni, sensazioni, connessioni. Si parlerà di cosa succede mentre ascoltiamo o suoniamo. Di quel momento preciso in cui una canzone “aggancia” qualcosa di profondo e ci costringe a fermarci, anche solo per pochi istanti.
Viviamo immersi in un ascolto continuo e distratto: playlist automatiche, musica come sottofondo, suoni che riempiono il silenzio. (nome della rubrica) nasce dal bisogno opposto: rallentare, restituire alla musica il suo ruolo più autentico, quello di strumento di consapevolezza emotiva.
Ogni primo venerdì del mese, questo spazio inviterà a fare una cosa semplice ma rara: ascoltare meglio. E, soprattutto, ascoltarsi meglio. Perché la musica non passa mai solo dalle orecchie. Attraversa la testa, lo stomaco, il cuore. E quando siamo pronti ad accorgercene, può diventare una delle forme più sincere di contatto con noi stessi.
Ci sono momenti in cui una canzone arriva prima di qualsiasi pensiero.
Non spiega, non argomenta, non chiede permesso.
Entra e basta.
Magari è un accordo appena accennato, una voce che vibra in modo imperfetto, una melodia che sembra conoscerci da sempre. E all’improvviso qualcosa si muove dentro: un ricordo, una tensione, una nostalgia senza nome. In quei momenti la musica fa ciò che spesso le parole non riescono a fare: dà forma all’esperienza interiore.
Nasce da qui HEARSELF, una nuova rubrica mensile di Vivo dedicata al legame profondo tra suono, emozioni e mente, curata dal musicista Marco Cannone.
Non una rubrica musicale nel senso tradizionale, non una raccolta di recensioni o analisi tecniche. Ma uno spazio di ascolto consapevole, dove la musica diventa punto di partenza per esplorare ciò che accade dentro di noi. Ogni articolo nasce da una domanda semplice e potente: perché certi suoni ci colpiscono così a fondo?
Un accordo minore può aprire una malinconia sottile. Un maggiore può dare una sensazione di respiro, di luce. Una voce può farci sentire visti, anche se non racconta la nostra storia. La psicologia ci insegna che le emozioni non sono eventi isolati, ma movimenti continui, spesso inconsci. La musica ha la capacità unica di intercettarli, amplificarli e portarli alla superficie senza passare dalla razionalità. È uno specchio emotivo: non crea qualcosa che non esiste, ma rende udibile ciò che è già presente.
In questa rubrica non troverete risposte definitive. Piuttosto riflessioni, sensazioni, connessioni. Si parlerà di cosa succede mentre ascoltiamo o suoniamo. Di quel momento preciso in cui una canzone “aggancia” qualcosa di profondo e ci costringe a fermarci, anche solo per pochi istanti.
Viviamo immersi in un ascolto continuo e distratto: playlist automatiche, musica come sottofondo, suoni che riempiono il silenzio. (nome della rubrica) nasce dal bisogno opposto: rallentare, restituire alla musica il suo ruolo più autentico, quello di strumento di consapevolezza emotiva.
Ogni primo venerdì del mese, questo spazio inviterà a fare una cosa semplice ma rara: ascoltare meglio. E, soprattutto, ascoltarsi meglio. Perché la musica non passa mai solo dalle orecchie. Attraversa la testa, lo stomaco, il cuore. E quando siamo pronti ad accorgercene, può diventare una delle forme più sincere di contatto con noi stessi.
Ci sono momenti in cui una canzone arriva prima di qualsiasi pensiero.
Non spiega, non argomenta, non chiede permesso.
Entra e basta.
Magari è un accordo appena accennato, una voce che vibra in modo imperfetto, una melodia che sembra conoscerci da sempre. E all’improvviso qualcosa si muove dentro: un ricordo, una tensione, una nostalgia senza nome. In quei momenti la musica fa ciò che spesso le parole non riescono a fare: dà forma all’esperienza interiore.
Nasce da qui HEARSELF, una nuova rubrica mensile di Vivo dedicata al legame profondo tra suono, emozioni e mente, curata dal musicista Marco Cannone.
Non una rubrica musicale nel senso tradizionale, non una raccolta di recensioni o analisi tecniche. Ma uno spazio di ascolto consapevole, dove la musica diventa punto di partenza per esplorare ciò che accade dentro di noi. Ogni articolo nasce da una domanda semplice e potente: perché certi suoni ci colpiscono così a fondo?
Un accordo minore può aprire una malinconia sottile. Un maggiore può dare una sensazione di respiro, di luce. Una voce può farci sentire visti, anche se non racconta la nostra storia. La psicologia ci insegna che le emozioni non sono eventi isolati, ma movimenti continui, spesso inconsci. La musica ha la capacità unica di intercettarli, amplificarli e portarli alla superficie senza passare dalla razionalità. È uno specchio emotivo: non crea qualcosa che non esiste, ma rende udibile ciò che è già presente.
In questa rubrica non troverete risposte definitive. Piuttosto riflessioni, sensazioni, connessioni. Si parlerà di cosa succede mentre ascoltiamo o suoniamo. Di quel momento preciso in cui una canzone “aggancia” qualcosa di profondo e ci costringe a fermarci, anche solo per pochi istanti.
Viviamo immersi in un ascolto continuo e distratto: playlist automatiche, musica come sottofondo, suoni che riempiono il silenzio. (nome della rubrica) nasce dal bisogno opposto: rallentare, restituire alla musica il suo ruolo più autentico, quello di strumento di consapevolezza emotiva.
Ogni primo venerdì del mese, questo spazio inviterà a fare una cosa semplice ma rara: ascoltare meglio. E, soprattutto, ascoltarsi meglio. Perché la musica non passa mai solo dalle orecchie. Attraversa la testa, lo stomaco, il cuore. E quando siamo pronti ad accorgercene, può diventare una delle forme più sincere di contatto con noi stessi.
16 gennaio 2026
16 gennaio 2026
Marco Cannone
A cura di