STRONGHER - ADRIANA LIMA, IL CORPO COME DESTINO: METAMORFOSI DI UN'ICONA

STRONGHER - ADRIANA LIMA, IL CORPO COME DESTINO: METAMORFOSI DI UN'ICONA

14 dicembre 2025

A cura di

Grazia Corraro

Nel 2006 Adriana Lima attraversa la passerella di Victoria’s Secret come una figura mitologica. Il suo corpo è affilato, teso, quasi irreale: un equilibrio perfetto tra controllo e spettacolo. In quegli anni la bellezza non ammette deviazioni, e il fisico diventa disciplina assoluta, promessa di un’eterna giovinezza. Lima non è soltanto una modella: è l’emblema di un’estetica che chiede al corpo di non cambiare mai, di restare sospeso in una perfezione senza tempo.

Il tempo, però, arriva sempre. E nel 2022 il suo ritorno pubblico rompe l’incantesimo. Il corpo è diverso, più pieno, attraversato dalla maternità e dalla vita vissuta lontano dai riflettori. Su quella trasformazione si accende un giudizio feroce, come se il cambiamento fosse una colpa. Eppure, in quella distanza dall’immagine cristallizzata degli anni Duemila, si apre una verità nuova: il corpo non è più una vetrina, ma una storia. Non più un obbligo, ma una conseguenza.

Nel 2024, Vogue compie un gesto simbolico e potente. Adriana Lima viene ritratta con un fisico atletico, saldo, costruito sulla forza e non sulla sottrazione. Non c’è nostalgia, né tentativo di recuperare ciò che è stato. C’è, piuttosto, una riconciliazione con il presente. Il corpo non cerca di piacere: esiste. È allenato, presente, adulto. È un corpo che occupa spazio e che, finalmente, non chiede di essere perdonato per il tempo trascorso.

La sfilata del 2025 suggella questa metamorfosi. Lima torna in passerella come una figura quasi archetipica, non più angelo ma presenza. Ogni passo è misurato, essenziale, privo di artificio. Non interpreta un ruolo, non rincorre un’idea di giovinezza: porta con sé il peso dell’esperienza e lo trasforma in autorità. Il suo fisico atletico non è una risposta alle critiche, ma la naturale conseguenza di una nuova centralità: quella di una donna che ha scelto di abitare il proprio corpo, non di combatterlo.

Il successo di Adriana Lima sta tutto qui, nella sua capacità di attraversare il tempo senza negarlo. In un’industria che consuma e sostituisce, lei rimane perché si trasforma. La sua carriera non è una linea retta, ma una curva ampia, fatta di pause, ritorni e riscritture. Dal mito immobile del 2006 alla forza consapevole del 2025, il suo corpo diventa linguaggio, memoria, affermazione.

Non è la storia di un ritorno, ma di una continuità profonda. Adriana Lima non sfida il tempo: lo incarna. E in questo dialogo silenzioso tra passato e presente risiede la sua vera, duratura consacrazione.


Nel 2006 Adriana Lima attraversa la passerella di Victoria’s Secret come una figura mitologica. Il suo corpo è affilato, teso, quasi irreale: un equilibrio perfetto tra controllo e spettacolo. In quegli anni la bellezza non ammette deviazioni, e il fisico diventa disciplina assoluta, promessa di un’eterna giovinezza. Lima non è soltanto una modella: è l’emblema di un’estetica che chiede al corpo di non cambiare mai, di restare sospeso in una perfezione senza tempo.

Il tempo, però, arriva sempre. E nel 2022 il suo ritorno pubblico rompe l’incantesimo. Il corpo è diverso, più pieno, attraversato dalla maternità e dalla vita vissuta lontano dai riflettori. Su quella trasformazione si accende un giudizio feroce, come se il cambiamento fosse una colpa. Eppure, in quella distanza dall’immagine cristallizzata degli anni Duemila, si apre una verità nuova: il corpo non è più una vetrina, ma una storia. Non più un obbligo, ma una conseguenza.

Nel 2024, Vogue compie un gesto simbolico e potente. Adriana Lima viene ritratta con un fisico atletico, saldo, costruito sulla forza e non sulla sottrazione. Non c’è nostalgia, né tentativo di recuperare ciò che è stato. C’è, piuttosto, una riconciliazione con il presente. Il corpo non cerca di piacere: esiste. È allenato, presente, adulto. È un corpo che occupa spazio e che, finalmente, non chiede di essere perdonato per il tempo trascorso.

La sfilata del 2025 suggella questa metamorfosi. Lima torna in passerella come una figura quasi archetipica, non più angelo ma presenza. Ogni passo è misurato, essenziale, privo di artificio. Non interpreta un ruolo, non rincorre un’idea di giovinezza: porta con sé il peso dell’esperienza e lo trasforma in autorità. Il suo fisico atletico non è una risposta alle critiche, ma la naturale conseguenza di una nuova centralità: quella di una donna che ha scelto di abitare il proprio corpo, non di combatterlo.

Il successo di Adriana Lima sta tutto qui, nella sua capacità di attraversare il tempo senza negarlo. In un’industria che consuma e sostituisce, lei rimane perché si trasforma. La sua carriera non è una linea retta, ma una curva ampia, fatta di pause, ritorni e riscritture. Dal mito immobile del 2006 alla forza consapevole del 2025, il suo corpo diventa linguaggio, memoria, affermazione.

Non è la storia di un ritorno, ma di una continuità profonda. Adriana Lima non sfida il tempo: lo incarna. E in questo dialogo silenzioso tra passato e presente risiede la sua vera, duratura consacrazione.


Nel 2006 Adriana Lima attraversa la passerella di Victoria’s Secret come una figura mitologica. Il suo corpo è affilato, teso, quasi irreale: un equilibrio perfetto tra controllo e spettacolo. In quegli anni la bellezza non ammette deviazioni, e il fisico diventa disciplina assoluta, promessa di un’eterna giovinezza. Lima non è soltanto una modella: è l’emblema di un’estetica che chiede al corpo di non cambiare mai, di restare sospeso in una perfezione senza tempo.

Il tempo, però, arriva sempre. E nel 2022 il suo ritorno pubblico rompe l’incantesimo. Il corpo è diverso, più pieno, attraversato dalla maternità e dalla vita vissuta lontano dai riflettori. Su quella trasformazione si accende un giudizio feroce, come se il cambiamento fosse una colpa. Eppure, in quella distanza dall’immagine cristallizzata degli anni Duemila, si apre una verità nuova: il corpo non è più una vetrina, ma una storia. Non più un obbligo, ma una conseguenza.

Nel 2024, Vogue compie un gesto simbolico e potente. Adriana Lima viene ritratta con un fisico atletico, saldo, costruito sulla forza e non sulla sottrazione. Non c’è nostalgia, né tentativo di recuperare ciò che è stato. C’è, piuttosto, una riconciliazione con il presente. Il corpo non cerca di piacere: esiste. È allenato, presente, adulto. È un corpo che occupa spazio e che, finalmente, non chiede di essere perdonato per il tempo trascorso.

La sfilata del 2025 suggella questa metamorfosi. Lima torna in passerella come una figura quasi archetipica, non più angelo ma presenza. Ogni passo è misurato, essenziale, privo di artificio. Non interpreta un ruolo, non rincorre un’idea di giovinezza: porta con sé il peso dell’esperienza e lo trasforma in autorità. Il suo fisico atletico non è una risposta alle critiche, ma la naturale conseguenza di una nuova centralità: quella di una donna che ha scelto di abitare il proprio corpo, non di combatterlo.

Il successo di Adriana Lima sta tutto qui, nella sua capacità di attraversare il tempo senza negarlo. In un’industria che consuma e sostituisce, lei rimane perché si trasforma. La sua carriera non è una linea retta, ma una curva ampia, fatta di pause, ritorni e riscritture. Dal mito immobile del 2006 alla forza consapevole del 2025, il suo corpo diventa linguaggio, memoria, affermazione.

Non è la storia di un ritorno, ma di una continuità profonda. Adriana Lima non sfida il tempo: lo incarna. E in questo dialogo silenzioso tra passato e presente risiede la sua vera, duratura consacrazione.


14 dicembre 2025

14 dicembre 2025

Grazia Corraro

A cura di

''Dal corpo mitologico degli anni Duemila alla forza adulta del presente: come un'icona attraversa il tempo senza rimanerne prigioniera''

''Dal corpo mitologico degli anni Duemila alla forza adulta del presente: come un'icona attraversa il tempo senza rimanerne prigioniera''

''Dal corpo mitologico degli anni Duemila alla forza adulta del presente: come un'icona attraversa il tempo senza rimanerne prigioniera''