ORIZZONTI D'ATTUALITA' - QUANTO COSTA CHIEDERE SCUSA? LA PALMA DI TRANI E UNA TRAGEDIA SFIORATA
ORIZZONTI D'ATTUALITA' - QUANTO COSTA CHIEDERE SCUSA? LA PALMA DI TRANI E UNA TRAGEDIA SFIORATA
12 gennaio 2026
A cura di
Stefano Conte



È LA notizia, sia a livello strettamente locale, sia ormai da diverse ore a livello nazionale: la caduta della palma in Piazza Libertà a Trani è oggi di dominio pubblico e, al di là dei tanto invocati miracoli che avrebbero protetto la cittadinanza, il fatto costituisce un episodio di enorme gravità per diverse motivazioni.
6 novembre 2023, Il Giornale di Trani titola “Inclinata e pericolosa: Trani, prossima al taglio la palma di Piazza Libertà”. Sono 3 anni, o forse anche più, che il Comune, Uffici preposti e operatori del verde pubblico erano a conoscenza dello stato di precarietà e pericolosità della pianta.
6 gennaio 2026: in Piazza Libertà vengono consegnate oltre 1500 calze della Befana a tutti i bambini presenti. Si tratta dell’ottava edizione di un’iniziativa benefica promossa da Trani Soccorso, con il sostegno economico del Comune di Trani. Dettaglio fondamentale, che implica un avvallo certo e consapevole del Comune stesso.
Vedendo le foto di quel giorno e mettendolo a confronto col video della caduta avvenuta solo quattro giorni dopo, è difficile non pensare alla tragedia che ne sarebbe potuta scaturire: migliaia di bambini assiepati in attesa del loro turno, senza alcuna via di fuga, e un immenso albero segnalato da anni dai cittadini, pericolosamente ricurvo sopra le loro teste.
10 gennaio 2025, ore 16.40, un video di sicurezza riprende la scena drammatica: uscito ormai fuori dal suo baricentro e appesantito sempre più dalle folte fronde, l’albero cade rovinosamente a terra. Colpisce immediatamente l’andatura rapida di un passante, che per sua fortuna gli permette di essere solo sfiorato dalla chioma dell’albero, salvandolo per una frazione di secondo dal sicuramente fatale tronco. E, mentre è incredulo e sotto shock per l’accaduto, gli si avvicinano dei negozianti per chiedere aiuto: sotto l’albero sono rimaste due persone all’interno di una Clio grigia, colpita anch’essa, per puro caso, unicamente dalle fronde della imponente palma. Sarebbe bastato forse un metro per essere schiacciata pienamente dal tronco, certamente letale per i due passeggeri, che ne escono traumatizzati, con un giubbotto lesionato, ma incolumi.
Vedendo in strada la scena, colpiscono diversi particolari: la palma non ha pressoché radici, circostanza che ne aggrava ancora più il baricentro, ulteriormente appesantito da un foltissimo e trascuratissimo fogliame; in secondo luogo, durante la caduta ha colpito in pieno un palo stradale, mozzandolo e conficcandosi in pieno al suo interno, attutendo forse la caduta in strada. Una serie di piccoli casuali dettagli che probabilmente non trasformano l’accaduto in una catastrofe.
Sembra quasi una scena irreale, la dimostrazione dell’impossibilità di domare o pensare di poter controllare a proprio piacimento la natura, come invece viene fatto o sperato dai responsabili. E, al di là del rimpallo di responsabilità e negligenze comuni che si sta avendo e che si avrà, non c’è nessuna motivazione credibile alla base di un totale “sfida alla sorte” protrattasi per oltre tre anni.
Se poi ci uniamo le scusanti sul vento e sul presunto “meteo avverso”, che così avverso poi non era, perché non mettere almeno in sicurezza l’albero e la zona? Se la lentezza nell’abbattimento è dipesa dalle esagerate lungaggini burocratiche, perché nel frattempo non consolidarlo, stabilizzare il terreno o transennare l’area? E soprattutto, ed è la cosa peggiore, perché pur sapendo, pur essendone consapevoli, si è lasciato tutto così com’era in un’arteria centrale della città, con un presepe proprio lì, che a Natale ha attratto ogni giorno centinaia di persone, e con un evento autorizzato e avallato quattro giorni prima con quasi duemila bambini?
È pura follia non solo l’inerzia di questo intervento di massima urgenza, che per pura coincidenza sarebbe dovuto avvenire proprio due giorni dopo, ma la deresponsabilizzazione totale di una politica che deve rispondere ai cittadini, che può come possono tutti sbagliare, ma che a volte avrebbe semplicemente bisogno di spiegare e scusarsi, non semplicemente di ripiegarsi nella “lentezza burocratica”, nell’importanza storica e architettonica di un albero pericolante da anni e nel clamore di un silenzio generale nell’avvallare un evento che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia immane, proprio lì, soltanto 96 ore prima.

È LA notizia, sia a livello strettamente locale, sia ormai da diverse ore a livello nazionale: la caduta della palma in Piazza Libertà a Trani è oggi di dominio pubblico e, al di là dei tanto invocati miracoli che avrebbero protetto la cittadinanza, il fatto costituisce un episodio di enorme gravità per diverse motivazioni.
6 novembre 2023, Il Giornale di Trani titola “Inclinata e pericolosa: Trani, prossima al taglio la palma di Piazza Libertà”. Sono 3 anni, o forse anche più, che il Comune, Uffici preposti e operatori del verde pubblico erano a conoscenza dello stato di precarietà e pericolosità della pianta.
6 gennaio 2026: in Piazza Libertà vengono consegnate oltre 1500 calze della Befana a tutti i bambini presenti. Si tratta dell’ottava edizione di un’iniziativa benefica promossa da Trani Soccorso, con il sostegno economico del Comune di Trani. Dettaglio fondamentale, che implica un avvallo certo e consapevole del Comune stesso.
Vedendo le foto di quel giorno e mettendolo a confronto col video della caduta avvenuta solo quattro giorni dopo, è difficile non pensare alla tragedia che ne sarebbe potuta scaturire: migliaia di bambini assiepati in attesa del loro turno, senza alcuna via di fuga, e un immenso albero segnalato da anni dai cittadini, pericolosamente ricurvo sopra le loro teste.
10 gennaio 2025, ore 16.40, un video di sicurezza riprende la scena drammatica: uscito ormai fuori dal suo baricentro e appesantito sempre più dalle folte fronde, l’albero cade rovinosamente a terra. Colpisce immediatamente l’andatura rapida di un passante, che per sua fortuna gli permette di essere solo sfiorato dalla chioma dell’albero, salvandolo per una frazione di secondo dal sicuramente fatale tronco. E, mentre è incredulo e sotto shock per l’accaduto, gli si avvicinano dei negozianti per chiedere aiuto: sotto l’albero sono rimaste due persone all’interno di una Clio grigia, colpita anch’essa, per puro caso, unicamente dalle fronde della imponente palma. Sarebbe bastato forse un metro per essere schiacciata pienamente dal tronco, certamente letale per i due passeggeri, che ne escono traumatizzati, con un giubbotto lesionato, ma incolumi.
Vedendo in strada la scena, colpiscono diversi particolari: la palma non ha pressoché radici, circostanza che ne aggrava ancora più il baricentro, ulteriormente appesantito da un foltissimo e trascuratissimo fogliame; in secondo luogo, durante la caduta ha colpito in pieno un palo stradale, mozzandolo e conficcandosi in pieno al suo interno, attutendo forse la caduta in strada. Una serie di piccoli casuali dettagli che probabilmente non trasformano l’accaduto in una catastrofe.
Sembra quasi una scena irreale, la dimostrazione dell’impossibilità di domare o pensare di poter controllare a proprio piacimento la natura, come invece viene fatto o sperato dai responsabili. E, al di là del rimpallo di responsabilità e negligenze comuni che si sta avendo e che si avrà, non c’è nessuna motivazione credibile alla base di un totale “sfida alla sorte” protrattasi per oltre tre anni.
Se poi ci uniamo le scusanti sul vento e sul presunto “meteo avverso”, che così avverso poi non era, perché non mettere almeno in sicurezza l’albero e la zona? Se la lentezza nell’abbattimento è dipesa dalle esagerate lungaggini burocratiche, perché nel frattempo non consolidarlo, stabilizzare il terreno o transennare l’area? E soprattutto, ed è la cosa peggiore, perché pur sapendo, pur essendone consapevoli, si è lasciato tutto così com’era in un’arteria centrale della città, con un presepe proprio lì, che a Natale ha attratto ogni giorno centinaia di persone, e con un evento autorizzato e avallato quattro giorni prima con quasi duemila bambini?
È pura follia non solo l’inerzia di questo intervento di massima urgenza, che per pura coincidenza sarebbe dovuto avvenire proprio due giorni dopo, ma la deresponsabilizzazione totale di una politica che deve rispondere ai cittadini, che può come possono tutti sbagliare, ma che a volte avrebbe semplicemente bisogno di spiegare e scusarsi, non semplicemente di ripiegarsi nella “lentezza burocratica”, nell’importanza storica e architettonica di un albero pericolante da anni e nel clamore di un silenzio generale nell’avvallare un evento che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia immane, proprio lì, soltanto 96 ore prima.

È LA notizia, sia a livello strettamente locale, sia ormai da diverse ore a livello nazionale: la caduta della palma in Piazza Libertà a Trani è oggi di dominio pubblico e, al di là dei tanto invocati miracoli che avrebbero protetto la cittadinanza, il fatto costituisce un episodio di enorme gravità per diverse motivazioni.
6 novembre 2023, Il Giornale di Trani titola “Inclinata e pericolosa: Trani, prossima al taglio la palma di Piazza Libertà”. Sono 3 anni, o forse anche più, che il Comune, Uffici preposti e operatori del verde pubblico erano a conoscenza dello stato di precarietà e pericolosità della pianta.
6 gennaio 2026: in Piazza Libertà vengono consegnate oltre 1500 calze della Befana a tutti i bambini presenti. Si tratta dell’ottava edizione di un’iniziativa benefica promossa da Trani Soccorso, con il sostegno economico del Comune di Trani. Dettaglio fondamentale, che implica un avvallo certo e consapevole del Comune stesso.
Vedendo le foto di quel giorno e mettendolo a confronto col video della caduta avvenuta solo quattro giorni dopo, è difficile non pensare alla tragedia che ne sarebbe potuta scaturire: migliaia di bambini assiepati in attesa del loro turno, senza alcuna via di fuga, e un immenso albero segnalato da anni dai cittadini, pericolosamente ricurvo sopra le loro teste.
10 gennaio 2025, ore 16.40, un video di sicurezza riprende la scena drammatica: uscito ormai fuori dal suo baricentro e appesantito sempre più dalle folte fronde, l’albero cade rovinosamente a terra. Colpisce immediatamente l’andatura rapida di un passante, che per sua fortuna gli permette di essere solo sfiorato dalla chioma dell’albero, salvandolo per una frazione di secondo dal sicuramente fatale tronco. E, mentre è incredulo e sotto shock per l’accaduto, gli si avvicinano dei negozianti per chiedere aiuto: sotto l’albero sono rimaste due persone all’interno di una Clio grigia, colpita anch’essa, per puro caso, unicamente dalle fronde della imponente palma. Sarebbe bastato forse un metro per essere schiacciata pienamente dal tronco, certamente letale per i due passeggeri, che ne escono traumatizzati, con un giubbotto lesionato, ma incolumi.
Vedendo in strada la scena, colpiscono diversi particolari: la palma non ha pressoché radici, circostanza che ne aggrava ancora più il baricentro, ulteriormente appesantito da un foltissimo e trascuratissimo fogliame; in secondo luogo, durante la caduta ha colpito in pieno un palo stradale, mozzandolo e conficcandosi in pieno al suo interno, attutendo forse la caduta in strada. Una serie di piccoli casuali dettagli che probabilmente non trasformano l’accaduto in una catastrofe.
Sembra quasi una scena irreale, la dimostrazione dell’impossibilità di domare o pensare di poter controllare a proprio piacimento la natura, come invece viene fatto o sperato dai responsabili. E, al di là del rimpallo di responsabilità e negligenze comuni che si sta avendo e che si avrà, non c’è nessuna motivazione credibile alla base di un totale “sfida alla sorte” protrattasi per oltre tre anni.
Se poi ci uniamo le scusanti sul vento e sul presunto “meteo avverso”, che così avverso poi non era, perché non mettere almeno in sicurezza l’albero e la zona? Se la lentezza nell’abbattimento è dipesa dalle esagerate lungaggini burocratiche, perché nel frattempo non consolidarlo, stabilizzare il terreno o transennare l’area? E soprattutto, ed è la cosa peggiore, perché pur sapendo, pur essendone consapevoli, si è lasciato tutto così com’era in un’arteria centrale della città, con un presepe proprio lì, che a Natale ha attratto ogni giorno centinaia di persone, e con un evento autorizzato e avallato quattro giorni prima con quasi duemila bambini?
È pura follia non solo l’inerzia di questo intervento di massima urgenza, che per pura coincidenza sarebbe dovuto avvenire proprio due giorni dopo, ma la deresponsabilizzazione totale di una politica che deve rispondere ai cittadini, che può come possono tutti sbagliare, ma che a volte avrebbe semplicemente bisogno di spiegare e scusarsi, non semplicemente di ripiegarsi nella “lentezza burocratica”, nell’importanza storica e architettonica di un albero pericolante da anni e nel clamore di un silenzio generale nell’avvallare un evento che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia immane, proprio lì, soltanto 96 ore prima.

12 gennaio 2026
12 gennaio 2026
Stefano Conte
A cura di