NEL VIVO DEL PRESENTE - COSA RESTA DEL 2025?

NEL VIVO DEL PRESENTE - COSA RESTA DEL 2025?

6 dicembre 2025

A cura di

Roberta Sgaramella

Il 2025 sta per chiudersi e guardando indietro non si può certo dire che sia stato un anno tranquillo. Tra scuole in protesta, riforme politiche, mobilitazioni internazionali e grandi eventi sportivi, l’Italia, e noi con lei, ha attraversato mesi densi di notizie, discussioni e cambiamenti.


Uno dei momenti più forti dei primi mesi è stato sicuramente l’arrivo dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics. Per una settimana Torino, Bardonecchia e Sestriere si sono riempite di atleti, volontari, famiglie. Non un evento sportivo qualsiasi, ma una di quelle occasioni che ti ricordano cosa può essere davvero un Paese quando mette al centro l’inclusione. Lì, tra gare, sorrisi e fatica, si è vista un’Italia che funziona, accogliente, organizzata, capace di valorizzare le persone prima delle prestazioni.


Non è stata però solo un’Italia festosa. L’inizio del 2025 ha riportato in piazza l’intero paese: le proteste per il genocidio in corso hanno segnato un passaggio importante con cortei, scioperi, università mobilitate. Un movimento “popolare” che ha coinvolto l’intero paese con giovani, adulti, studenti e che ha mostrato una cosa semplice: quando sentiamo che qualcosa non torna, non stiamo in silenzio.


E poi c’è il lavoro, tema che ritorna sempre. La crisi dell’ex Ilva di Taranto è esplosa di nuovo: licenziamenti, tensioni, blocchi, famiglie sospese in cerca solo di lavoro e dignità. È una storia che si ripete, certo, ma che nel 2025 ha un significato diverso. Perché non riguarda solo un’acciaieria: riguarda il modo in cui vogliamo costruire il nostro futuro, tra industria, ambiente e dignità umana. Riguarda tanti giovani del Sud che vorrebbero restare, ma non sanno se faranno in tempo a trovare un posto in un Paese che cambia troppo lentamente.

E poi, mentre tra piazze e fabbriche si giocano i pezzi più duri del presente, altrove l’Italia prova a rilanciarsi con turismo, innovazione, cultura e investimenti dall’estero. Sul fronte dei diritti, il 2025 ha segnato tappe importanti. L’approvazione della legge sul femminicidio ha definito pene più severe e rafforzato la tutela per le vittime di violenza, segnando un passo concreto verso maggiore sicurezza e giustizia.


Tante notizie, storie, alleanze, processi creati e piccoli passi quotidiani che ci allenano al cammino e ci preparano al nuovo anno, certi che non possiamo prevedere ciò che accadrà ma possiamo prepararci a viverlo a pieno con responsabilità e impegno concreto.

Il 2025 sta per chiudersi e guardando indietro non si può certo dire che sia stato un anno tranquillo. Tra scuole in protesta, riforme politiche, mobilitazioni internazionali e grandi eventi sportivi, l’Italia, e noi con lei, ha attraversato mesi densi di notizie, discussioni e cambiamenti.


Uno dei momenti più forti dei primi mesi è stato sicuramente l’arrivo dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics. Per una settimana Torino, Bardonecchia e Sestriere si sono riempite di atleti, volontari, famiglie. Non un evento sportivo qualsiasi, ma una di quelle occasioni che ti ricordano cosa può essere davvero un Paese quando mette al centro l’inclusione. Lì, tra gare, sorrisi e fatica, si è vista un’Italia che funziona, accogliente, organizzata, capace di valorizzare le persone prima delle prestazioni.


Non è stata però solo un’Italia festosa. L’inizio del 2025 ha riportato in piazza l’intero paese: le proteste per il genocidio in corso hanno segnato un passaggio importante con cortei, scioperi, università mobilitate. Un movimento “popolare” che ha coinvolto l’intero paese con giovani, adulti, studenti e che ha mostrato una cosa semplice: quando sentiamo che qualcosa non torna, non stiamo in silenzio.


E poi c’è il lavoro, tema che ritorna sempre. La crisi dell’ex Ilva di Taranto è esplosa di nuovo: licenziamenti, tensioni, blocchi, famiglie sospese in cerca solo di lavoro e dignità. È una storia che si ripete, certo, ma che nel 2025 ha un significato diverso. Perché non riguarda solo un’acciaieria: riguarda il modo in cui vogliamo costruire il nostro futuro, tra industria, ambiente e dignità umana. Riguarda tanti giovani del Sud che vorrebbero restare, ma non sanno se faranno in tempo a trovare un posto in un Paese che cambia troppo lentamente.

E poi, mentre tra piazze e fabbriche si giocano i pezzi più duri del presente, altrove l’Italia prova a rilanciarsi con turismo, innovazione, cultura e investimenti dall’estero. Sul fronte dei diritti, il 2025 ha segnato tappe importanti. L’approvazione della legge sul femminicidio ha definito pene più severe e rafforzato la tutela per le vittime di violenza, segnando un passo concreto verso maggiore sicurezza e giustizia.


Tante notizie, storie, alleanze, processi creati e piccoli passi quotidiani che ci allenano al cammino e ci preparano al nuovo anno, certi che non possiamo prevedere ciò che accadrà ma possiamo prepararci a viverlo a pieno con responsabilità e impegno concreto.

Il 2025 sta per chiudersi e guardando indietro non si può certo dire che sia stato un anno tranquillo. Tra scuole in protesta, riforme politiche, mobilitazioni internazionali e grandi eventi sportivi, l’Italia, e noi con lei, ha attraversato mesi densi di notizie, discussioni e cambiamenti.


Uno dei momenti più forti dei primi mesi è stato sicuramente l’arrivo dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics. Per una settimana Torino, Bardonecchia e Sestriere si sono riempite di atleti, volontari, famiglie. Non un evento sportivo qualsiasi, ma una di quelle occasioni che ti ricordano cosa può essere davvero un Paese quando mette al centro l’inclusione. Lì, tra gare, sorrisi e fatica, si è vista un’Italia che funziona, accogliente, organizzata, capace di valorizzare le persone prima delle prestazioni.


Non è stata però solo un’Italia festosa. L’inizio del 2025 ha riportato in piazza l’intero paese: le proteste per il genocidio in corso hanno segnato un passaggio importante con cortei, scioperi, università mobilitate. Un movimento “popolare” che ha coinvolto l’intero paese con giovani, adulti, studenti e che ha mostrato una cosa semplice: quando sentiamo che qualcosa non torna, non stiamo in silenzio.


E poi c’è il lavoro, tema che ritorna sempre. La crisi dell’ex Ilva di Taranto è esplosa di nuovo: licenziamenti, tensioni, blocchi, famiglie sospese in cerca solo di lavoro e dignità. È una storia che si ripete, certo, ma che nel 2025 ha un significato diverso. Perché non riguarda solo un’acciaieria: riguarda il modo in cui vogliamo costruire il nostro futuro, tra industria, ambiente e dignità umana. Riguarda tanti giovani del Sud che vorrebbero restare, ma non sanno se faranno in tempo a trovare un posto in un Paese che cambia troppo lentamente.

E poi, mentre tra piazze e fabbriche si giocano i pezzi più duri del presente, altrove l’Italia prova a rilanciarsi con turismo, innovazione, cultura e investimenti dall’estero. Sul fronte dei diritti, il 2025 ha segnato tappe importanti. L’approvazione della legge sul femminicidio ha definito pene più severe e rafforzato la tutela per le vittime di violenza, segnando un passo concreto verso maggiore sicurezza e giustizia.


Tante notizie, storie, alleanze, processi creati e piccoli passi quotidiani che ci allenano al cammino e ci preparano al nuovo anno, certi che non possiamo prevedere ciò che accadrà ma possiamo prepararci a viverlo a pieno con responsabilità e impegno concreto.

6 dicembre 2025

6 dicembre 2025

Roberta Sgaramella

A cura di

''Un viaggio attraverso dodici mesi segnati da piazze in fermento, crisi industriali, conquiste sociali e momenti di grande inclusione''

''Un viaggio attraverso dodici mesi segnati da piazze in fermento, crisi industriali, conquiste sociali e momenti di grande inclusione''

''Un viaggio attraverso dodici mesi segnati da piazze in fermento, crisi industriali, conquiste sociali e momenti di grande inclusione''