ESSENZIALI D'ASCOLTO - ALL THIS TIME: STING

ESSENZIALI D'ASCOLTO - ALL THIS TIME: STING

11 novembre 2025

A cura di

Nico Pappalettera

Secondo Italo Calvino, “La vera cultura è saper scegliere”. Non è un atto di accumulo, ma di distillazione: capire cosa resta quando si toglie tutto il superfluo. È da questa idea che nasce Essenziali d’ascolto, una piccola bussola per orientarsi nel tempo della sovrabbondanza musicale, dove tutto è a portata di clic ma nulla sembra davvero ascoltato. Non un archivio, non una lista da spuntare: un percorso di ritorno alla lentezza dell’ascolto.

Il primo passo di questo viaggio è All This Time di Sting, un disco che non si limita a essere “bello”, ma necessario. Registrato l’11 settembre 2001 a Villa Il Palagio, la residenza toscana dell’artista, è un album nato in una sera sospesa tra tragedia e contemplazione. Quella notte, mentre il mondo assisteva agli attentati di New York, Sting e la sua band decisero di suonare comunque, trasformando il concerto in un rito di silenzio e rispetto. Nessun intrattenimento, ma una comunione di fragilità condivisa.

Pubblicato da A&M / Universal, All This Time ripercorre l’intera carriera dell’artista, dai Police al percorso solista, ma ogni brano viene riletto con uno spirito essenziale. “Fragile” diventa una preghiera sussurrata, “Fields of Gold” recupera il profumo reale della terra, “When We Dance” si fa confessione, e “Every Breath You Take” svela finalmente la sua inquietudine nascosta dietro l’apparenza romantica.

La band, Dominic Miller (chitarra), Manu Katché (batteria), Baghiti Khumalo (basso), Jason Rebello (pianoforte e tastiere), accompagna con misura e grazia. Nessuna enfasi, nessun virtuosismo: solo ascolto reciproco. Il silenzio, in questo disco, è parte integrante della musica. È pausa viva, densità emotiva. Ogni strumento respira con l’altro, in un equilibrio raro tra complessità armonica e chiarezza emotiva.

All This Time è un album che chiede tempo e spazio. Si ascolta di sera, a luce bassa, con la mente sgombra. Non consola, non eleva, ma accompagna. Ricorda che la musica può ancora essere un gesto umano, un modo per capire e per restare.

Due brani chiave: la celebre “Every Breath You Take”, ripensata come confessione inquieta, e “Roxanne”, che si tinge di un respiro americano e intimo.

Forse questo non è un concerto, ma un momento condiviso di memoria. Una notte che ascolta. Un silenzio pieno.

Il viaggio di Essenziali d’ascolto comincia da qui: da un disco che, vent’anni dopo, continua a insegnarci la lentezza necessaria per sentire davvero.

Scheda riassuntiva

Titolo: All This Time

Artista: Sting

Anno di pubblicazione: 2001

Etichetta: A&M / Universal

Live registrato a: Villa Il Palagio, Toscana

Formazione: Sting (voce, basso), Dominic Miller (chitarra), Manu Katché (batteria), Baghiti Khumalo (basso), Jason Rebello (pianoforte/tastiere)

Genere: Pop raffinato / Jazz-tinged / Chamber-pop

Traccia più nota: Every Breath You Take

Traccia più suggestiva: Roxanne

Secondo Italo Calvino, “La vera cultura è saper scegliere”. Non è un atto di accumulo, ma di distillazione: capire cosa resta quando si toglie tutto il superfluo. È da questa idea che nasce Essenziali d’ascolto, una piccola bussola per orientarsi nel tempo della sovrabbondanza musicale, dove tutto è a portata di clic ma nulla sembra davvero ascoltato. Non un archivio, non una lista da spuntare: un percorso di ritorno alla lentezza dell’ascolto.

Il primo passo di questo viaggio è All This Time di Sting, un disco che non si limita a essere “bello”, ma necessario. Registrato l’11 settembre 2001 a Villa Il Palagio, la residenza toscana dell’artista, è un album nato in una sera sospesa tra tragedia e contemplazione. Quella notte, mentre il mondo assisteva agli attentati di New York, Sting e la sua band decisero di suonare comunque, trasformando il concerto in un rito di silenzio e rispetto. Nessun intrattenimento, ma una comunione di fragilità condivisa.

Pubblicato da A&M / Universal, All This Time ripercorre l’intera carriera dell’artista, dai Police al percorso solista, ma ogni brano viene riletto con uno spirito essenziale. “Fragile” diventa una preghiera sussurrata, “Fields of Gold” recupera il profumo reale della terra, “When We Dance” si fa confessione, e “Every Breath You Take” svela finalmente la sua inquietudine nascosta dietro l’apparenza romantica.

La band, Dominic Miller (chitarra), Manu Katché (batteria), Baghiti Khumalo (basso), Jason Rebello (pianoforte e tastiere), accompagna con misura e grazia. Nessuna enfasi, nessun virtuosismo: solo ascolto reciproco. Il silenzio, in questo disco, è parte integrante della musica. È pausa viva, densità emotiva. Ogni strumento respira con l’altro, in un equilibrio raro tra complessità armonica e chiarezza emotiva.

All This Time è un album che chiede tempo e spazio. Si ascolta di sera, a luce bassa, con la mente sgombra. Non consola, non eleva, ma accompagna. Ricorda che la musica può ancora essere un gesto umano, un modo per capire e per restare.

Due brani chiave: la celebre “Every Breath You Take”, ripensata come confessione inquieta, e “Roxanne”, che si tinge di un respiro americano e intimo.

Forse questo non è un concerto, ma un momento condiviso di memoria. Una notte che ascolta. Un silenzio pieno.

Il viaggio di Essenziali d’ascolto comincia da qui: da un disco che, vent’anni dopo, continua a insegnarci la lentezza necessaria per sentire davvero.

Scheda riassuntiva

Titolo: All This Time

Artista: Sting

Anno di pubblicazione: 2001

Etichetta: A&M / Universal

Live registrato a: Villa Il Palagio, Toscana

Formazione: Sting (voce, basso), Dominic Miller (chitarra), Manu Katché (batteria), Baghiti Khumalo (basso), Jason Rebello (pianoforte/tastiere)

Genere: Pop raffinato / Jazz-tinged / Chamber-pop

Traccia più nota: Every Breath You Take

Traccia più suggestiva: Roxanne

Secondo Italo Calvino, “La vera cultura è saper scegliere”. Non è un atto di accumulo, ma di distillazione: capire cosa resta quando si toglie tutto il superfluo. È da questa idea che nasce Essenziali d’ascolto, una piccola bussola per orientarsi nel tempo della sovrabbondanza musicale, dove tutto è a portata di clic ma nulla sembra davvero ascoltato. Non un archivio, non una lista da spuntare: un percorso di ritorno alla lentezza dell’ascolto.

Il primo passo di questo viaggio è All This Time di Sting, un disco che non si limita a essere “bello”, ma necessario. Registrato l’11 settembre 2001 a Villa Il Palagio, la residenza toscana dell’artista, è un album nato in una sera sospesa tra tragedia e contemplazione. Quella notte, mentre il mondo assisteva agli attentati di New York, Sting e la sua band decisero di suonare comunque, trasformando il concerto in un rito di silenzio e rispetto. Nessun intrattenimento, ma una comunione di fragilità condivisa.

Pubblicato da A&M / Universal, All This Time ripercorre l’intera carriera dell’artista, dai Police al percorso solista, ma ogni brano viene riletto con uno spirito essenziale. “Fragile” diventa una preghiera sussurrata, “Fields of Gold” recupera il profumo reale della terra, “When We Dance” si fa confessione, e “Every Breath You Take” svela finalmente la sua inquietudine nascosta dietro l’apparenza romantica.

La band, Dominic Miller (chitarra), Manu Katché (batteria), Baghiti Khumalo (basso), Jason Rebello (pianoforte e tastiere), accompagna con misura e grazia. Nessuna enfasi, nessun virtuosismo: solo ascolto reciproco. Il silenzio, in questo disco, è parte integrante della musica. È pausa viva, densità emotiva. Ogni strumento respira con l’altro, in un equilibrio raro tra complessità armonica e chiarezza emotiva.

All This Time è un album che chiede tempo e spazio. Si ascolta di sera, a luce bassa, con la mente sgombra. Non consola, non eleva, ma accompagna. Ricorda che la musica può ancora essere un gesto umano, un modo per capire e per restare.

Due brani chiave: la celebre “Every Breath You Take”, ripensata come confessione inquieta, e “Roxanne”, che si tinge di un respiro americano e intimo.

Forse questo non è un concerto, ma un momento condiviso di memoria. Una notte che ascolta. Un silenzio pieno.

Il viaggio di Essenziali d’ascolto comincia da qui: da un disco che, vent’anni dopo, continua a insegnarci la lentezza necessaria per sentire davvero.

Scheda riassuntiva

Titolo: All This Time

Artista: Sting

Anno di pubblicazione: 2001

Etichetta: A&M / Universal

Live registrato a: Villa Il Palagio, Toscana

Formazione: Sting (voce, basso), Dominic Miller (chitarra), Manu Katché (batteria), Baghiti Khumalo (basso), Jason Rebello (pianoforte/tastiere)

Genere: Pop raffinato / Jazz-tinged / Chamber-pop

Traccia più nota: Every Breath You Take

Traccia più suggestiva: Roxanne

11 novembre 2025

11 novembre 2025

Nico Pappalettera

A cura di

Una notte che si ascolta: quando la memoria diventa musica

Una notte che si ascolta: quando la memoria diventa musica

Una notte che si ascolta: quando la memoria diventa musica