TRA LE RIGHE - L'ORIZZONTE CHE NON ARRIVA MAI

TRA LE RIGHE - L'ORIZZONTE CHE NON ARRIVA MAI

12 novembre 2025

A cura di

Antonio Nenna

La notte è immobile sul Mediterraneo. Un barcone carico di corpi e di silenzi avanza a fatica. Tra i rifugiati, una donna stringe al petto il figlio: lo guarda dormire, mentre l’acqua nera lambisce la prua e il vento porta l’odore del gasolio e della paura. Nessuno parla. Tutti scrutano l’orizzonte, dove la linea tra vita e morte è una lama di luce.

Ogni settimana la cronaca registra un naufragio, una cifra, un nome dimenticato. Eppure, dietro ogni numero c’è un universo di scelte estreme: madri che barattano il destino per un pezzo di pane, uomini che vendono la memoria per un documento falso. È la povertà assoluta, quella che non chiede denaro ma dignità.

Mi tornano in mente i volti di Tunisi, il gesto disperato di Mohamed Bouazizi, il fuoco che accese una rivoluzione e un secolo di illusioni. Credevamo che la storia avesse trovato pace, che le grandi battaglie tra fascismo, comunismo e liberalismo fossero concluse, con quest’ultimo come vincitore.

Ma non era una vittoria: era una tregua apparente.

Il liberalismo, divenuto sistema del mondo, ha perso la sua anima critica. La malattia non è più lo sfruttamento, ma l’irrilevanza che ne deriva. Mentre piccoli imperi digitali decidono chi siamo e cosa valiamo, miliardi di esseri umani restano sospesi come quel barcone, in cerca di un approdo che non arriva mai.

La notte è immobile sul Mediterraneo. Un barcone carico di corpi e di silenzi avanza a fatica. Tra i rifugiati, una donna stringe al petto il figlio: lo guarda dormire, mentre l’acqua nera lambisce la prua e il vento porta l’odore del gasolio e della paura. Nessuno parla. Tutti scrutano l’orizzonte, dove la linea tra vita e morte è una lama di luce.

Ogni settimana la cronaca registra un naufragio, una cifra, un nome dimenticato. Eppure, dietro ogni numero c’è un universo di scelte estreme: madri che barattano il destino per un pezzo di pane, uomini che vendono la memoria per un documento falso. È la povertà assoluta, quella che non chiede denaro ma dignità.

Mi tornano in mente i volti di Tunisi, il gesto disperato di Mohamed Bouazizi, il fuoco che accese una rivoluzione e un secolo di illusioni. Credevamo che la storia avesse trovato pace, che le grandi battaglie tra fascismo, comunismo e liberalismo fossero concluse, con quest’ultimo come vincitore.

Ma non era una vittoria: era una tregua apparente.

Il liberalismo, divenuto sistema del mondo, ha perso la sua anima critica. La malattia non è più lo sfruttamento, ma l’irrilevanza che ne deriva. Mentre piccoli imperi digitali decidono chi siamo e cosa valiamo, miliardi di esseri umani restano sospesi come quel barcone, in cerca di un approdo che non arriva mai.

La notte è immobile sul Mediterraneo. Un barcone carico di corpi e di silenzi avanza a fatica. Tra i rifugiati, una donna stringe al petto il figlio: lo guarda dormire, mentre l’acqua nera lambisce la prua e il vento porta l’odore del gasolio e della paura. Nessuno parla. Tutti scrutano l’orizzonte, dove la linea tra vita e morte è una lama di luce.

Ogni settimana la cronaca registra un naufragio, una cifra, un nome dimenticato. Eppure, dietro ogni numero c’è un universo di scelte estreme: madri che barattano il destino per un pezzo di pane, uomini che vendono la memoria per un documento falso. È la povertà assoluta, quella che non chiede denaro ma dignità.

Mi tornano in mente i volti di Tunisi, il gesto disperato di Mohamed Bouazizi, il fuoco che accese una rivoluzione e un secolo di illusioni. Credevamo che la storia avesse trovato pace, che le grandi battaglie tra fascismo, comunismo e liberalismo fossero concluse, con quest’ultimo come vincitore.

Ma non era una vittoria: era una tregua apparente.

Il liberalismo, divenuto sistema del mondo, ha perso la sua anima critica. La malattia non è più lo sfruttamento, ma l’irrilevanza che ne deriva. Mentre piccoli imperi digitali decidono chi siamo e cosa valiamo, miliardi di esseri umani restano sospesi come quel barcone, in cerca di un approdo che non arriva mai.

12 novembre 2025

12 novembre 2025

Antonio Nenna

A cura di

Dal Mediterraneo alle frontiere digitali: il naufragio silenzioso dell'umanità nell'era dell'indifferenza globale

Dal Mediterraneo alle frontiere digitali: il naufragio silenzioso dell'umanità nell'era dell'indifferenza globale

Dal Mediterraneo alle frontiere digitali: il naufragio silenzioso dell'umanità nell'era dell'indifferenza globale