CARPE CINEMA - WICKED E LA RINASCITA DEL MUSICAL: IL CINEMA CHE TORNA A CANTARE
CARPE CINEMA - WICKED E LA RINASCITA DEL MUSICAL: IL CINEMA CHE TORNA A CANTARE
23 novembre 2025
A cura di
Ivan Di Falco



È un dato di fatto che il cinema, negli ultimi anni, abbia attraversato un periodo di inaspettato declino. Indubbiamente una delle cause determinanti di questo fenomeno è stata la pandemia di Covid-19: da quel momento le sale si sono spogliate di spettatori; i tempi di produzione sono stati compressi al fine di soddisfare un pubblico sempre più esigente e, talvolta, sempre più pigro.
A ciò si è aggiunta la diffusione capillare delle piattaforme di streaming, dove ogni titolo è a portata di clic.
Nell’ultimo periodo, tuttavia, qualcosa è cambiato: si avverte una sorprendente ripresa, e le sale ricominciano ad affollarsi.
I colossal stuzzicano le masse a prenotarsi un posto in prima fila, promettendo una folgorante immersione nel dolce aroma di popcorn e nel velluto delle poltrone che avvolgono lo spettatore come una voce narrante calda e coinvolgente, tale da farci vivere in un sogno.
Negli ultimi anni il genere musical è tornato a cantare con audacia, conquistando nuovi spettatori e alimentando l’entusiasmo dei fan. Con l’uscita di Wicked al cinema, questo ritorno non è solo confermato, ma viene celebrato come un vero e proprio momento di rinascita culturale.
Ma qual è quella potente forza attrattiva di Wicked? E perché i musical stanno vivendo una nuova era di splendore?
Con Wicked non arriva in sala solo un nuovo musical, ma una storia che da vent’anni raccoglie standing ovation a Broadway e che ora tenta di incantare anche il grande schermo. Prima di diventare un film, Wicked è stato – ed è tuttora – uno dei musical più amati e longevi di Broadway.
La sua storia nasce dal romanzo Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta (1995) di Gregory Maguire, a sua volta una rivisitazione del classico Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, pubblicato nel 1900.
Nel celebre film Il mago di Oz del 1939, diretto da Victor Fleming, la storia è raccontata dal punto di vista di Dorothy, una bambina del Kansas catapultata nella terra di Oz con la sua casa e il suo cane Totò.
La nuova trasposizione cinematografica del musical, divisa in due parti – Wicked: Part I (2024) e Wicked – Parte 2 (2025), entrambe dirette da Jon M. Chu – ribalta invece la prospettiva: la narrazione è affidata alle “streghe”.
Questo permette allo spettatore di empatizzare con loro; umanizzandole, si svela un altro volto della storia e si accendono i riflettori su temi profondi come l’amicizia, la lealtà, la corruzione, la morale e l’eterna tensione tra bene e male.
E proprio quella linea sottile tra le due forze, nel corso del film, si allarga e si restringe a seconda della narrazione, invitando lo spettatore a riflettere su quanto le nostre scelte siano decisive e su quanto spesso cadiamo nel flusso dell’ambiguo e del cosiddetto “male minore”.
Il musical ha una caratteristica unica nel mondo dell’intrattenimento: unisce musica, recitazione, danza, scenografia e narrazione in un’unica esperienza emotiva. È un linguaggio capace di parlare direttamente al cuore, di trasformare sentimenti ed emozioni in melodia e movimento.
In un’epoca dominata da contenuti veloci e frammentati, il musical ci ricorda il valore del tempo, dell’ascolto, dell’immersione totale in una storia.
Negli ultimi anni film come La La Land, The Greatest Showman e Hamilton (nella versione filmata) hanno riportato il musical sotto i riflettori, dimostrando che non è un genere “per pochi”, ma un linguaggio universale capace di emozionare anche le nuove generazioni.
In un mondo che ha sempre più bisogno di bellezza, magia e storie capaci di unire, i musical tornano ad avere un ruolo centrale. Ed è proprio in questo panorama rinato che Wicked si alza come un faro che illumina l'orizzonte, un ponte tra la tradizione teatrale e il cinema dei nostri giorni.
Perché non è solo un film: è un invito a riscoprire il potere della musica come forma di racconto e come strumento di rinascita personale e collettiva.
La speranza è che questa tendenza continui, portando altri capolavori teatrali sul grande schermo e mantenendo vivo un genere che è, da sempre, un abbraccio fra arte ed emozione.
E con questo, la seduta è tolta. La mia arringa termina qui, ma il processo del Cinema continua ogni volta che le luci in sala si abbassano.
Io sono il suo Avvocato, il suo difensore appassionato.
Voi, giuria popolare, avete ascoltato le prove: ora sta a voi emettere il vostro verdetto, articolo dopo articolo.
Carpe Cinema. Sempre.
È un dato di fatto che il cinema, negli ultimi anni, abbia attraversato un periodo di inaspettato declino. Indubbiamente una delle cause determinanti di questo fenomeno è stata la pandemia di Covid-19: da quel momento le sale si sono spogliate di spettatori; i tempi di produzione sono stati compressi al fine di soddisfare un pubblico sempre più esigente e, talvolta, sempre più pigro.
A ciò si è aggiunta la diffusione capillare delle piattaforme di streaming, dove ogni titolo è a portata di clic.
Nell’ultimo periodo, tuttavia, qualcosa è cambiato: si avverte una sorprendente ripresa, e le sale ricominciano ad affollarsi.
I colossal stuzzicano le masse a prenotarsi un posto in prima fila, promettendo una folgorante immersione nel dolce aroma di popcorn e nel velluto delle poltrone che avvolgono lo spettatore come una voce narrante calda e coinvolgente, tale da farci vivere in un sogno.
Negli ultimi anni il genere musical è tornato a cantare con audacia, conquistando nuovi spettatori e alimentando l’entusiasmo dei fan. Con l’uscita di Wicked al cinema, questo ritorno non è solo confermato, ma viene celebrato come un vero e proprio momento di rinascita culturale.
Ma qual è quella potente forza attrattiva di Wicked? E perché i musical stanno vivendo una nuova era di splendore?
Con Wicked non arriva in sala solo un nuovo musical, ma una storia che da vent’anni raccoglie standing ovation a Broadway e che ora tenta di incantare anche il grande schermo. Prima di diventare un film, Wicked è stato – ed è tuttora – uno dei musical più amati e longevi di Broadway.
La sua storia nasce dal romanzo Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta (1995) di Gregory Maguire, a sua volta una rivisitazione del classico Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, pubblicato nel 1900.
Nel celebre film Il mago di Oz del 1939, diretto da Victor Fleming, la storia è raccontata dal punto di vista di Dorothy, una bambina del Kansas catapultata nella terra di Oz con la sua casa e il suo cane Totò.
La nuova trasposizione cinematografica del musical, divisa in due parti – Wicked: Part I (2024) e Wicked – Parte 2 (2025), entrambe dirette da Jon M. Chu – ribalta invece la prospettiva: la narrazione è affidata alle “streghe”.
Questo permette allo spettatore di empatizzare con loro; umanizzandole, si svela un altro volto della storia e si accendono i riflettori su temi profondi come l’amicizia, la lealtà, la corruzione, la morale e l’eterna tensione tra bene e male.
E proprio quella linea sottile tra le due forze, nel corso del film, si allarga e si restringe a seconda della narrazione, invitando lo spettatore a riflettere su quanto le nostre scelte siano decisive e su quanto spesso cadiamo nel flusso dell’ambiguo e del cosiddetto “male minore”.
Il musical ha una caratteristica unica nel mondo dell’intrattenimento: unisce musica, recitazione, danza, scenografia e narrazione in un’unica esperienza emotiva. È un linguaggio capace di parlare direttamente al cuore, di trasformare sentimenti ed emozioni in melodia e movimento.
In un’epoca dominata da contenuti veloci e frammentati, il musical ci ricorda il valore del tempo, dell’ascolto, dell’immersione totale in una storia.
Negli ultimi anni film come La La Land, The Greatest Showman e Hamilton (nella versione filmata) hanno riportato il musical sotto i riflettori, dimostrando che non è un genere “per pochi”, ma un linguaggio universale capace di emozionare anche le nuove generazioni.
In un mondo che ha sempre più bisogno di bellezza, magia e storie capaci di unire, i musical tornano ad avere un ruolo centrale. Ed è proprio in questo panorama rinato che Wicked si alza come un faro che illumina l'orizzonte, un ponte tra la tradizione teatrale e il cinema dei nostri giorni.
Perché non è solo un film: è un invito a riscoprire il potere della musica come forma di racconto e come strumento di rinascita personale e collettiva.
La speranza è che questa tendenza continui, portando altri capolavori teatrali sul grande schermo e mantenendo vivo un genere che è, da sempre, un abbraccio fra arte ed emozione.
E con questo, la seduta è tolta. La mia arringa termina qui, ma il processo del Cinema continua ogni volta che le luci in sala si abbassano.
Io sono il suo Avvocato, il suo difensore appassionato.
Voi, giuria popolare, avete ascoltato le prove: ora sta a voi emettere il vostro verdetto, articolo dopo articolo.
Carpe Cinema. Sempre.
È un dato di fatto che il cinema, negli ultimi anni, abbia attraversato un periodo di inaspettato declino. Indubbiamente una delle cause determinanti di questo fenomeno è stata la pandemia di Covid-19: da quel momento le sale si sono spogliate di spettatori; i tempi di produzione sono stati compressi al fine di soddisfare un pubblico sempre più esigente e, talvolta, sempre più pigro.
A ciò si è aggiunta la diffusione capillare delle piattaforme di streaming, dove ogni titolo è a portata di clic.
Nell’ultimo periodo, tuttavia, qualcosa è cambiato: si avverte una sorprendente ripresa, e le sale ricominciano ad affollarsi.
I colossal stuzzicano le masse a prenotarsi un posto in prima fila, promettendo una folgorante immersione nel dolce aroma di popcorn e nel velluto delle poltrone che avvolgono lo spettatore come una voce narrante calda e coinvolgente, tale da farci vivere in un sogno.
Negli ultimi anni il genere musical è tornato a cantare con audacia, conquistando nuovi spettatori e alimentando l’entusiasmo dei fan. Con l’uscita di Wicked al cinema, questo ritorno non è solo confermato, ma viene celebrato come un vero e proprio momento di rinascita culturale.
Ma qual è quella potente forza attrattiva di Wicked? E perché i musical stanno vivendo una nuova era di splendore?
Con Wicked non arriva in sala solo un nuovo musical, ma una storia che da vent’anni raccoglie standing ovation a Broadway e che ora tenta di incantare anche il grande schermo. Prima di diventare un film, Wicked è stato – ed è tuttora – uno dei musical più amati e longevi di Broadway.
La sua storia nasce dal romanzo Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta (1995) di Gregory Maguire, a sua volta una rivisitazione del classico Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, pubblicato nel 1900.
Nel celebre film Il mago di Oz del 1939, diretto da Victor Fleming, la storia è raccontata dal punto di vista di Dorothy, una bambina del Kansas catapultata nella terra di Oz con la sua casa e il suo cane Totò.
La nuova trasposizione cinematografica del musical, divisa in due parti – Wicked: Part I (2024) e Wicked – Parte 2 (2025), entrambe dirette da Jon M. Chu – ribalta invece la prospettiva: la narrazione è affidata alle “streghe”.
Questo permette allo spettatore di empatizzare con loro; umanizzandole, si svela un altro volto della storia e si accendono i riflettori su temi profondi come l’amicizia, la lealtà, la corruzione, la morale e l’eterna tensione tra bene e male.
E proprio quella linea sottile tra le due forze, nel corso del film, si allarga e si restringe a seconda della narrazione, invitando lo spettatore a riflettere su quanto le nostre scelte siano decisive e su quanto spesso cadiamo nel flusso dell’ambiguo e del cosiddetto “male minore”.
Il musical ha una caratteristica unica nel mondo dell’intrattenimento: unisce musica, recitazione, danza, scenografia e narrazione in un’unica esperienza emotiva. È un linguaggio capace di parlare direttamente al cuore, di trasformare sentimenti ed emozioni in melodia e movimento.
In un’epoca dominata da contenuti veloci e frammentati, il musical ci ricorda il valore del tempo, dell’ascolto, dell’immersione totale in una storia.
Negli ultimi anni film come La La Land, The Greatest Showman e Hamilton (nella versione filmata) hanno riportato il musical sotto i riflettori, dimostrando che non è un genere “per pochi”, ma un linguaggio universale capace di emozionare anche le nuove generazioni.
In un mondo che ha sempre più bisogno di bellezza, magia e storie capaci di unire, i musical tornano ad avere un ruolo centrale. Ed è proprio in questo panorama rinato che Wicked si alza come un faro che illumina l'orizzonte, un ponte tra la tradizione teatrale e il cinema dei nostri giorni.
Perché non è solo un film: è un invito a riscoprire il potere della musica come forma di racconto e come strumento di rinascita personale e collettiva.
La speranza è che questa tendenza continui, portando altri capolavori teatrali sul grande schermo e mantenendo vivo un genere che è, da sempre, un abbraccio fra arte ed emozione.
E con questo, la seduta è tolta. La mia arringa termina qui, ma il processo del Cinema continua ogni volta che le luci in sala si abbassano.
Io sono il suo Avvocato, il suo difensore appassionato.
Voi, giuria popolare, avete ascoltato le prove: ora sta a voi emettere il vostro verdetto, articolo dopo articolo.
Carpe Cinema. Sempre.
23 novembre 2025
23 novembre 2025
Ivan Di Falco
A cura di