OLTRE IL CIAK - THE DRAMA: QUANDO IL CAOS PRENDE IL POSTO DELLA NARRAZIONE

OLTRE IL CIAK - THE DRAMA: QUANDO IL CAOS PRENDE IL POSTO DELLA NARRAZIONE

10 aprile 2026

A cura di

Giorgia Anna Pizzichillo

C'erano tutte le premesse per un capolavoro: un cast stellare guidato da Robert Pattinson e Zendaya, una produzione attesissima e un'idea di base intrigante. Eppure, l'esperienza in sala con The Drama si è rivelata spiazzante, e purtroppo non in senso positivo. Il film appare come un puzzle caotico, privo di un ordine logico nelle sequenze, che delega interamente allo spettatore il compito estenuante di interpretare scene che sembrano quasi compiacersi della propria confusione.


Il paradosso del dubbio

quando il tema viene iperbolizzato. Il film punta tutto su un concetto forte: "non conosci mai davvero il tuo partner finché non scavi nel suo passato". Un tema psicologico profondo che però, in mano alla regia americana, viene esasperato fino all'assurdo. La rivelazione centrale, lei che in passato voleva organizzare una sparatoria con la pistola del padre, viene trattata con un'iperbole tale da perdere ogni contatto con la realtà. Non è da meno il protagonista maschile. Robert Pattinson interpreta un uomo che, da lucido osservatore della situazione, scivola in una psicosi tale da vedere pistole ovunque. Il risultato? Due attori immensi ridotti a interpretare due psicopatici in una spirale di eventi che appare semplicemente "roba da pazzi", priva di quella misura che rende un dramma credibile.


La normalizzazione forzata e il tradimento banalizzato

C'è poi un aspetto che lascia profondamente amareggiati: il modo in cui il film tenta di sensibilizzare su tematiche sociali delicate, finendo però per fare l'esatto opposto. Normalizzare l'idea che nelle comunità nere sia "ordinario" per un bambino crescere con una pistola o subire bullismo costante non è sensibilizzare, è banalizzare una tragedia. Anche la gestione dei colpi di scena durante il matrimonio, pur essendo la parte visivamente più efficace, naufraga in una morale discutibile. Il tradimento di lui non viene solo consumato, ma viene normalizzato e infine perdonato con una leggerezza disarmante. Sembra che gli sceneggiatori americani non sappiano più come inventare qualcosa di nuovo senza cadere nell'esagerazione grottesca, finendo per svuotare di valore ogni emozione.


In definitiva, The Drama è un film che vale meno di zero. È la prova di come un tema non valga la pena di essere trattato se il risultato è un'opera iperbolica che normalizza l'inaccettabile e banalizza i sentimenti. Forse è tempo che il cinema americano torni a imparare l'arte della narrazione, invece di rincorrere shock visivi che lasciano solo un senso di vuoto.

C'erano tutte le premesse per un capolavoro: un cast stellare guidato da Robert Pattinson e Zendaya, una produzione attesissima e un'idea di base intrigante. Eppure, l'esperienza in sala con The Drama si è rivelata spiazzante, e purtroppo non in senso positivo. Il film appare come un puzzle caotico, privo di un ordine logico nelle sequenze, che delega interamente allo spettatore il compito estenuante di interpretare scene che sembrano quasi compiacersi della propria confusione.


Il paradosso del dubbio

quando il tema viene iperbolizzato. Il film punta tutto su un concetto forte: "non conosci mai davvero il tuo partner finché non scavi nel suo passato". Un tema psicologico profondo che però, in mano alla regia americana, viene esasperato fino all'assurdo. La rivelazione centrale, lei che in passato voleva organizzare una sparatoria con la pistola del padre, viene trattata con un'iperbole tale da perdere ogni contatto con la realtà. Non è da meno il protagonista maschile. Robert Pattinson interpreta un uomo che, da lucido osservatore della situazione, scivola in una psicosi tale da vedere pistole ovunque. Il risultato? Due attori immensi ridotti a interpretare due psicopatici in una spirale di eventi che appare semplicemente "roba da pazzi", priva di quella misura che rende un dramma credibile.


La normalizzazione forzata e il tradimento banalizzato

C'è poi un aspetto che lascia profondamente amareggiati: il modo in cui il film tenta di sensibilizzare su tematiche sociali delicate, finendo però per fare l'esatto opposto. Normalizzare l'idea che nelle comunità nere sia "ordinario" per un bambino crescere con una pistola o subire bullismo costante non è sensibilizzare, è banalizzare una tragedia. Anche la gestione dei colpi di scena durante il matrimonio, pur essendo la parte visivamente più efficace, naufraga in una morale discutibile. Il tradimento di lui non viene solo consumato, ma viene normalizzato e infine perdonato con una leggerezza disarmante. Sembra che gli sceneggiatori americani non sappiano più come inventare qualcosa di nuovo senza cadere nell'esagerazione grottesca, finendo per svuotare di valore ogni emozione.


In definitiva, The Drama è un film che vale meno di zero. È la prova di come un tema non valga la pena di essere trattato se il risultato è un'opera iperbolica che normalizza l'inaccettabile e banalizza i sentimenti. Forse è tempo che il cinema americano torni a imparare l'arte della narrazione, invece di rincorrere shock visivi che lasciano solo un senso di vuoto.

C'erano tutte le premesse per un capolavoro: un cast stellare guidato da Robert Pattinson e Zendaya, una produzione attesissima e un'idea di base intrigante. Eppure, l'esperienza in sala con The Drama si è rivelata spiazzante, e purtroppo non in senso positivo. Il film appare come un puzzle caotico, privo di un ordine logico nelle sequenze, che delega interamente allo spettatore il compito estenuante di interpretare scene che sembrano quasi compiacersi della propria confusione.


Il paradosso del dubbio

quando il tema viene iperbolizzato. Il film punta tutto su un concetto forte: "non conosci mai davvero il tuo partner finché non scavi nel suo passato". Un tema psicologico profondo che però, in mano alla regia americana, viene esasperato fino all'assurdo. La rivelazione centrale, lei che in passato voleva organizzare una sparatoria con la pistola del padre, viene trattata con un'iperbole tale da perdere ogni contatto con la realtà. Non è da meno il protagonista maschile. Robert Pattinson interpreta un uomo che, da lucido osservatore della situazione, scivola in una psicosi tale da vedere pistole ovunque. Il risultato? Due attori immensi ridotti a interpretare due psicopatici in una spirale di eventi che appare semplicemente "roba da pazzi", priva di quella misura che rende un dramma credibile.


La normalizzazione forzata e il tradimento banalizzato

C'è poi un aspetto che lascia profondamente amareggiati: il modo in cui il film tenta di sensibilizzare su tematiche sociali delicate, finendo però per fare l'esatto opposto. Normalizzare l'idea che nelle comunità nere sia "ordinario" per un bambino crescere con una pistola o subire bullismo costante non è sensibilizzare, è banalizzare una tragedia. Anche la gestione dei colpi di scena durante il matrimonio, pur essendo la parte visivamente più efficace, naufraga in una morale discutibile. Il tradimento di lui non viene solo consumato, ma viene normalizzato e infine perdonato con una leggerezza disarmante. Sembra che gli sceneggiatori americani non sappiano più come inventare qualcosa di nuovo senza cadere nell'esagerazione grottesca, finendo per svuotare di valore ogni emozione.


In definitiva, The Drama è un film che vale meno di zero. È la prova di come un tema non valga la pena di essere trattato se il risultato è un'opera iperbolica che normalizza l'inaccettabile e banalizza i sentimenti. Forse è tempo che il cinema americano torni a imparare l'arte della narrazione, invece di rincorrere shock visivi che lasciano solo un senso di vuoto.

10 aprile 2026

10 aprile 2026

Giorgia Anna Pizzichillo

A cura di

''Un racconto che rincorre il colpo di scena e l'impatto visivo, dimenticando però l'equilibrio e la coerenza, elementi essenziali per rendere un dramma davvero efficace''

''Un racconto che rincorre il colpo di scena e l'impatto visivo, dimenticando però l'equilibrio e la coerenza, elementi essenziali per rendere un dramma davvero efficace''

''Un racconto che rincorre il colpo di scena e l'impatto visivo, dimenticando però l'equilibrio e la coerenza, elementi essenziali per rendere un dramma davvero efficace''